domenica 26 aprile 2015

Storia di Clementina

Venezia, Dicembre 1940

Storia di una donna ospite di una residenza per anziani.

La seguivano quei piedi neri dentro gli stivali. Sapeva che cercavano il suo papà. Li aveva sentiti parlare fuori l’osteria ai piedi del ponte, avevano detto: “Andiamo a prendere Giorgio P. quel galantuomo di comunista” e nel pronunciare la parola galantuomo avevano riso e poi sputato per terra. Lei si era fermata di colpo, avevano detto Giorgio? Aveva sentito bene? Il cognome era il suo, doveva correre ad avvisarlo. Ma le uscì un urlo prima di mettersi in fuga, un mezzo grido tremante di angoscia che le inflisse due paia d’occhi su di lei. “Ma quella è sua figlia, vedi come le lasciano girare da sole i compagni”. E ancora uno sputo dopo la parola compagni.
Maledetti, maledetti, li chiamava così anche sua madre, le sue gambe sembravano nuotare nel vento, ogni tanto si voltava, non vedeva i due uomini, ma sentiva quei passi tremendi dentro la testa. La nebbia le era d’aiuto, forse riusciva ad arrivare a casa prima di loro, così avrebbe urlato, papà, papà, scappa, ci sono gli uomini neri che ti vogliono ammazzare. E lui l’avrebbe baciata, stretta e ringraziata e sarebbe corso in soffitta a rifugiarsi in quel posto segreto. Ma doveva arrivare prima di quelli là, che dannazione, l’avevano riconosciuta. Le lacrime le si gelavano sulle guance, ma più forte del freddo e della nebbia batteva il suo cuore disposto a tutto, pur di arrivare in tempo. E se non sapessero dove abitavano? Speranza presto abbandonata. Avevano detto andiamo a prenderlo, aveva sentito bene.
Suo padre faceva il maestro di scuola e mai si sarebbe iscritto al partito fascista. Con quelle belve non aveva nulla da spartire, sapeva delle loro angherie verso chi non ubbidiva ai loro ordini, sapeva anche delle botte, della violenza che praticavano su uomini inerti colpevoli di non essere fascisti.
La Storia la fanno gli uomini, si diceva ansimando Clementina, ricordando le parole del papà. Sì e anche le donne, le bambine di dieci anni come me, ripeteva mangiando lacrime di gelo.
Adesso arrivo papà, ti salvo io, teneva a mente attraversando i ponti, sferrando in diagonale sui campi. Dio, fa che non abbia sbagliato strada, invocava, i piedi cominciavano a farle male, le dita gelate sottoposte allo sforzo sembravano sparite, sentiva solo le suole di cuoio delle scarpe che toc tac, toc tac sembravano invase in una corsa senza tempo, non era più lei che comandava il passo, ma le scarpe che avevano capito tutto e non volevano deluderla.
Brave scarpe, bravissime. Clementina si disse che una volta arrivata a casa le avrebbe ringraziate per aver tentato di seminare due paia di stivali lucidi e neri.
Vi odio, vi odio, cantava quasi Clementina e non lo avrete il mio papà. La corsa ormai era un’impresa impazzita, spalancò gli occhi quando riconobbe il pozzo vicino alla sua casa. Si voltò. Non c’era nessun uomo dietro di lei, si nascose per qualche attimo dietro il pozzo per controllare meglio. No, non c’erano ancora gli uomini neri.
Arrivò ansimando a casa, suonò mille volte il campanello, le aperse sua madre.
Mamma, ti prego, avverti il papà che lo stanno venendo a prendere. Il papà di Clementina sentì il trambusto, raggiunse la figlia che tremava e che piangeva abbracciandolo.
Io non ho fatto niente di male Clementina, non possono farmi niente, non affliggerti!”
Papà, credimi, erano fuori dell’osteria, mi hanno riconosciuta, hanno parlato di te e hanno sputato per terra, hanno sentito anche le scarpe che mi hanno aiutata, davvero papà, ti prego…”
Il maestro obbedì, salì in soffitta, non per vigliaccheria, ma per amore di sua figlia.
Infatti arrivarono quei due, guardarono la bambina e le dissero che correva forte, ironizzarono dicendo che lo sport era raccomandato anche da Mussolini.
E il maestro dov’è”, chiesero alla madre.
Non c’è”.
Vedremo”.
Clementina e la mamma guardarono quegli uomini che entravano in tutte le stanze, aprivano gli armadi, spostavano i mobili, spadroneggiavano in casa loro.
Il campanile della chiesa vicina emise dieci tocchi, prima che se ne andassero, minacciando che sarebbero tornati.
Il papà di Clementina scese dalla soffitta che si era rivelata un posto sicuro, con due valigie in mano.” Clementina, aiuta la mamma a fare i bagagli. Partiamo”.


Andreina Corso

mercoledì 25 marzo 2015

Un pensiero sul mercatino

Carissime e carissimi,
avremo certamente modo di parlare della giornata di sabato.
Mi è sembrato molto positivo l'incontro tra operatori e operatrici delle due residenze, soprattutto legato alla creatività dei laboratori, alla possibilità di scambio e valorizzazione di esperienze artistiche e progetti. Alcuni ospiti hanno partecipato con molto entusiasmo
Inoltre, aver conosciuto altre associazioni, allargato il mondo delle conoscenze di persone che hanno scelto di "stare" con gli altri, di poter aiutare e aiutarsi a "stare" al mondo, è una ricchezza e una risorsa.
Gli altri aspetti più tecnici: quando, dove, collaborazioni, li tratteremo insieme.
Mi premeva però dire che è stato interessante vedere tanta gente che si parlava, si confrontava... insomma c'è anche e ancora una città che pensa, che vive e si impegna.
Un buon antidoto all'indifferenza e alla solitudine. E un piccolo e grande passo di civiltà.
A presto,
Andreina

martedì 17 marzo 2015

Comunicato stampa

Sabato 21 marzo, il centro di Mestre sarà l'oggetto dell'ormai consueta giornata del Fondo Ambiente Italia, associazione che da molti anni si occupa della valorizzazione dei beni culturali e ambientali italiani. Non è mai accaduto che Mestre, nel suo complesso, considerata generalmente brutta, sia posta al centro di un'iniziativa di questo tipo. L'itinerario prescelto ripercorre in parte quello proposto dal progetto Alla Ricerca di Mestre Antica, realizzato dall'Antica Scuola dei Battuti in collaborazione con la Regione Veneto. Il percorso è il seguente: Duomo San Lorenzo (partenza), San Girolamo, San Rocco, Madonna della Salute, Antica Scuola dei Battuti, con il seguente orario : partenza ore 10 -13; 14.30 - 16.
Le visite durano un'ora e un quarto circa, ma si tratta di una passeggiata rilassante e ricca di umanità. A condurle saranno degli studenti del Gritti di Mestre, chiamati dal FAI a realizzare un'impresa che sembrava impossibile, rendere Mestre un bene storico culturale da conoscere e valorizzare.
Per valorizzare ulteriormente questa importante iniziativa, il servizio educativo sarà presente al completo con un certo numero di Volontari  con l’ intenzione di accompagnare gli ospiti alla visita guidata coordinata dal Dott. Sorteni.
Inoltre, grazie alla collaborazione con alcune associazioni del territorio quali: “Spazio Mestre Solidale” “Il Castello” e “Università del Tempo Libero” di Mestre; laboratorio “ Arte ed identità” della Casa dell’Ospitalità, si è pensato di creare un’occasione di Residenza Aperta con la realizzazione di un mercatino dove le Associazioni esporranno i loro prodotti e proporranno dei laboratori creativi gratuiti  aperti alla cittadinanza quali: laboratorio di riciclo (Spazio Mestre Solidale e UTL), laboratorio di pittura per bambini (Ass. Il Castello).
Mercatini  e laboratori saranno aperti dalle ore 10.00 alle ore 17.00, presso il cortile interno dell’Antica Scuola dei Battuti (via Spalti, 1 Mestre). In caso di pioggia l’evento si svolgerà nella Residenza Giardino.

Per informazioni rivolgersi al Servizio Educativo  tel 041 5072202


giovedì 12 marzo 2015

Verbale assemblea soci del 10 marzo 2015

Martedì 10 marzo 2015 dalle ore 19.30 alle 21.30 si è tenuta, come da apposita convocazione, l’assemblea delle socie e dei soci di Panchina Calda presso la Casa dell’Ospitalità.
I presenti erano 13, tutti hanno contribuito al dibattito e alle risoluzioni unanimi che sotto si riporta.

E’ stata confermata la denominazione dell’associazione a sostegno della Fondazione Casa dell’Ospitalità “Panchina Calda”. Provvisoriamente verrà mantenuto lo stesso logo usato dalla Fondazione Casa dell’Ospitalità, ci si adopererà per realizzare un nuovo logo.

Il direttore della Casa dell’Ospitalità Francesco Pilli ha esposto gli obiettivi e i percorsi che la Fondazione intende perseguire, descrivendo a grandi linee il progetto approvato dal consiglio di amministrazione. Sono ancora molti gli approfondimenti da sviluppare nel merito delle tematiche esposte e ci si riserva di farlo nel proseguimento dell’attività dell’associazione.

Si è deciso di richiedere al Presidente Giovanni Benzoni un incontro col consiglio di amministrazione mirato a conoscere anche i problemi di carattere economico-finanziario che necessitano di interventi di risanamento strutturali e non  della casa.

Si è proceduto ad approvare la costituzione di gruppi di lavoro che dovranno essere necessariamente integrati da disponibilità nuove, da attingersi sia dall’elenco dei soci, dagli ospiti della casa, dagli operatori e da altre persone che a parere del singolo gruppo operativo intenderà avvalersi per la realizzazione dei progetti.

I gruppi individuati sono i seguenti.

Mercatino di strada da tenersi in Via Dei Battuti in concomitanza con l’iniziativa della limitrofa Casa di Riposo a ridosso delle feste pasquali.
Responsabile Piero Martinengo, mail  p_martin@tin.it
Ala partecipazione al gruppo hanno dato la loro disponibilità Roberta, Andreina, Laura,   
La parte animazione di strada sarà curata da Domenico, Roberto.

Iniziative culturali
Responsabile  Paolo Cacciari mail  paolo.cacciari _49@libero.it
E’ stata programmata una conferenza presso la Casa dell’Ospitalità per l’ultima settimana di maggio su Mary Higgs donna che nel primo novecento ha affrontato i temi dei senza fissa dimora con particolare attenzione rivolta al mondo femminile. La conferenza sarà tenuta dalla prof. Bruna Bianchi docente universitaria.



Comunicazione Stampa Propaganda Archivio digitale Blog
Responsabile Roberta Nalesso   mail roberta.nalesso@gmail.com

Laboratori artistici
Responsabile Domenico Palazzo  mail  domenico.cdo@gmail.com


Abitare – residenzialità – progetti europei
Responsabile Laura Zanna mail laurazanna2013@gmail.com


Laboratorio parola/poesia
Responsabile Andreina Corso mail andreina.corso@libero.it


Teatro Mabilia per utilizzo stabile tramite convenzione tra Casa di Riposo e  Panchina Calda
Responsabile Roberto Cargnelli  mail   roberto.cargnelli@fastwebnet.it

Laboratorio Ciclo Officina
Responsabile Roberto Maggetto mail   r.maggetto@gmail.com

Ospitalità temporanea in rete
Responsabile Francesca Corso mail  presidente.panchinacalda@gmail.com

Alimentazione – nutrizione - forniture
Responsabile Paolo Cacciari  mail  paolo.cacciari_49@libero.it



Questo è un primo elenco di titoli dei gruppi di lavoro approvati all’unanimità dall’assemblea.
 Si richiede a tutte le socie e ai soci di partecipare attivamente ai gruppi di lavoro contattando direttamente i responsabili sia per chiarimenti che per confermare la propria partecipazione.. Inoltre si raccomanda di proseguire la campagna di adesione all’associazione Panchina Calda a sostegno della Casa dell’Ospitalità.

L’assemblea è riconvocata per mercoledì 25 marzo alle ore 19 presso la Casa dell’Ospitalità, seguirà convocazione con odg,

Buon lavoro a tutte e a tutti, se avete bisogno di informazioni o chiarimenti fatelo tranquillamente, ora che possiedo una nuova casella di posta, Mail

Un abbraccio,

Francesca Corso

sabato 7 marzo 2015

8 Marzo : SENZA FISSA DIMORA

Sapere
Essenzialmente
Niente
Zittire
Amore

Forse
Immaginando
Sognando
Sperando
Ancora

Domani
Incontreremo
Madonne
Oranti
Rabbia
Ancestrale

Donne che non hanno più casa. La loro casa.
Donne private di gesti semplici, consueti.
Preparare il pranzo per i figli, guardarli negli occhi per capire se va tutto bene, se sono stanchi o preoccupati. Abbracciare i nipoti che già dalle scale ti chiamano nonna, aiutarli nei compiti scolastici, portarli alle giostre, vestirli a carnevale, pettinare i loro capelli, infilare il berretto e i guanti, raccomandare di fare i bravi, di stare attenti in classe. Preparare con loro l’albero di Natale.
Donne in attesa di una casa, una piccola casa dove poter riporre le proprie cose in un armadio tutto per sè, mettere le stoviglie nella credenza della cucina, le pentole e i piatti, una tovaglia a quadri bianca e rossa. E cucinare, com’è bello inventare il pranzo a chi ami, sapere dove è il sale, il pepe, aprire il frigorifero, prendere la bottiglia del latte e preparare una torta: una torta al cioccolato, o se preferiamo, alle mele.

E tu sei lì e già ti senti fortunata. Potresti vivere in strada, ti chiamerebbero barbona. Sì non è un’offesa, lo so, però una casa la vorresti lo stesso.
- Lo sai, domani è l’8 Marzo…
- Lo so, ma io cosa dovrei festeggiare?
- Il tuo unico, esclusivo essere donna!
- E’ un po’ che non mi guardo allo specchio, non so se sono ancora una donna. Un giorno per sbaglio mi sono specchiata e mi chiedevo chi fosse mai quella là che mi guardava. No, non era una donna, meno male che non ho parenti qui vicino e neanche lontano veramente, così nessuno si spaventa a guardarmi.
Con gli estranei è un’altra cosa, i visi passano veloci come treni, io in realtà non esisto, passo per le strade come foglie che volano nel vento, è difficile spiegare se non hai capito già, ma a volte non ricordo nemmeno il mio nome, anzi, sai cosa ti dico? Non mi chiamo.

  • Vorrei dirti qualcosa di bello per l’8 Marzo, almeno! ( e già sento il dolore del dire nel linguaggio vissuto della crudeltà).
  • Sai fare i miracoli?
  • No. ( Povera me)
  • E’ semplice, fa che questa giornata passi presto e che nessuno mi porti le mimose.
  • Non so se ci riesco, chiedimi un’altra cosa.
  • E’ davvero tardi per i desideri, ma ti ringrazio lo stesso.
  • Lascia che provi a dedicarti questi versi.
  • Sei senza speranza, ma fa pure.

SENZA FISSA DIMORA

Sai
Ero
Nascosta
Zitta
Attenta

Fissavo
Isole
Sassose
Sapienti
Amiche

Dormivo
Insieme
Mormoravo
Or ora
Rasente di speranza
Ancora

Andreina Corso


Buon 8 Marzo



pomodori LARGE

Voce del Verbo
Sorprendere
Seconda coniugazione Modo infinito
Succede.
Ci accorgiamo che a sorprenderci siamo proprio noi stessi. Mamma mia, che tremore, che paura, che orrore ci fa il non sorprenderci quando pensiamo di fare ciò che è giusto.
Scusate, ma per “quelli” che uccidono la democrazia, affondano la verità, ci obbligano ad odiare i nostri silenzi ed imbarazzi, scusate, noi cosa possiamo dire o fare?
Una volta si tiravano i pomodori addosso a chi offende i più deboli, le istituzioni: i più coraggiosi tiravano le uova.
Facevano così per dimostrare materialmente quanto le azioni politiche ci avessero davvero sporcati.
E per non averci nulla a che fare. Era d’accordo anche la luna piena.
Adesso l’ignoranza colpevole mista ad egoismo, ci sta aggredendo in una lucida formazione mentale dalla quale sarà difficile difendersi.
Come fratelli coltelli, come liquidatori del dolore e della Storia dei più deboli, degli invisibili, di quelli che qualcuno vorrebbe eliminare, i coltelli continuano a tagliare la civiltà residua.
Ma sì, andiamo tutti al mare, anche chi non sa nuotare.
Sembrerebbe semplice potercisi adeguare ai ritornelli inurbani che ci girano intorno,
solo che il verbo sorprendere ci sveglia, fortunatamente, guarisce e ringiovanisce il nostro spirito, perfino ci spinge a ribellarci.
Scusate, dove abita il Sorprendere, se non nel senso che indignarsi è medicamento, è un bene?

Andreina Corso

mercoledì 4 marzo 2015

Articolo su La voce di Venezia

E' uscito l'articolo di Andreina su la Voce di Venezia.
Non sarebbe male se qualcuno scrivesse un'impressione sui commenti, credo che sarebbe utile ad un ragionamento aperto e il più vasto possibile.

http://www.lavocedivenezia.it/panchine-rosse-porte-aperte-due-giornate-particolari/